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Emanuele Casale

 

Emanuele Casale nacque nel 1888.
Sin dai primi passi della sua vita mostrò di avere talento e genio. Venne educato in casa nei primi anni.
Gli studi classici li compì  nel Convitto Nazionale “Giordano Bruno” in Maddaloni (Caserta). Ben presto si mostrò uno studioso e comprese che il culto delle lettere forma uno dei più nobili ornamenti della vita e della personalità umana. Dopo nove anni di permanenza nel collegio “Giordano Bruno”, conseguita la licenza liceale, si iscrisse all’Università (Facoltà di Giurisprudenza).
Volle seguire la professione del padre, avvocato comm. Giuseppe; si dedicò contemporaneamente sia agli studi Universitari, sia alla collaborazione con il padre.

A ventuno anni appena, esordì nel nostro Foro.
La concezione che egli ebbe di questa professione è nella maggior parte dei professionisti.
Egli la concepì come un ministero, un sacerdozio e vi portò di sé stesso nelle memorie e nelle comparse. Per lui lo studio del diritto fu una vocazione, un’aspirazione costante.
Figlio di avvocato non poteva non rispondere alle giuste aspirazioni di famiglia e di conoscenti. Il padre, uno dei decani del Foro napoletano, gli fu maestro dirigendolo verso gli orizzonti sconfinati del diritto e del sapere.

Resta uno dei migliori nel campo forense, e anche per la maggiore sicurezza nella materia contrattuale egli seguì per qualche tempo il notariato, anzi fu chiamato dalla fiducia del Ministro nel 1915 a reggere in Napoli, la curia di un notaio, che aveva chiesto, per la sua avanzata età, un coadiutore. Fu nominato “Coadiutore permanente” del notaio anziano, nominato a vita secondo la precedente legge.

Nel 1917 fu chiamato alle armi da semplice soldato perché, per ragioni della sua statura, mai aveva prestato servizio militare.

Dal 1920 al 1924, epoca quest’ultima in cui i Consigli Provinciali furono sciolti dal fascismo, tenne varie cariche nella Deputazione.

E’ il caso di ricordare che fu il promotore e il relatore della riforma dell’Ufficio Avvocatura dell’Amministrazione Provinciale.

Nel 1936 passò per concorso al notariato. Non venne mai meno ai suoi doveri anche quale professionista.

Terminata la seconda guerra e, risorto il periodo di libertà, si ricostituirono i partiti.
Con De Caro, Visco ed altri ricostituì in Napoli il “Partito Democratico Liberale”, al quale era stato iscritto fin dal 1914 - anzi ne era stato l’ultimo Presidente - ed in espressione del quale Partito era stato eletto nel 1920 Consigliere e Deputato Provinciale.
Gli Alleati, avuto conoscenza che mai era stato iscritto al P.N.F. lo nominarono componente del Consiglio Notarile di Napoli.

Nel 1945 fu fra i sostenitori dell’anzidetto Partito col partito Liberale, ricostituito ad opera di Benedetto Croce. Ne divenne anima della sede di Napoli; si che, per le dimissioni del prof. Epicarmo Corbino, fu eletto Presidente della Sezione napoletana.
La sua presidenza dette vita al Partito, che nel 1947 mandò ben 12 Consiglieri al Consiglio Comunale.
Del gruppo Liberale nel detto Consiglio fu Presidente attivo ed assiduo. Rifiutò cariche speciali; accettò invece incarichi non remunerativi. Fu componente di varie Commissioni e relatore delle Commissioni di inchiesta sulla “Centrale del Latte” e sull’ “A.T.A.N.”.

Nel 1946 i notai d’Italia, con votazione a base nazionale, lo nominarono componente della Cassa Nazionale del notariato con sede a Roma. Nell’espletamento di tale mandato collaborò perché i notai, come altre collaterali professioni, avessero un “Consiglio Nazionale” ed infatti venne la legge, che Enrico De Nicola, allora Presidente della Repubblica, sorresse con la sua autorità.

Nel 1947 organizzò e presiedette il 1° Congresso Nazionale del Notariato del dopoguerra in Napoli.

Nel 1948 fu eletto Presidente del Consiglio Notarile di Napoli.
Da quel giorno si succedettero ogni tre anni le riconferme, sempre all’unanimità, fino all’agosto 1963, epoca del suo collocamento in pensione per limiti di età.

Nel 1955, con atto 1° gennaio 1955 del notaio prof. Baratta, costituì l’ente giuridico “FONDAZIONE EMANUELE CASALE” per l’incremento degli studi in materia notarile, mercé donazione di un Buono del Tesoro di lire un milione, le cui rendite avrebbero consentito l’erogazione di un premio annuale di incoraggiamento, da assegnarsi ai praticanti notai del Distretto di Napoli e, con preferenza, a parità di merito, a colui che aveva frequentato con assiduità la “Scuola notarile”.

La “Fondazione Emanuele Casale” ottenne il riconoscimento giuridico con decreto del Presidente della Repubblica 20 giugno 1956 (in G. U. 28-7-1956, n. 97).

Nel 1958, con atto 9 dicembre 1958 del notaio Pirolo, per dare maggiore impulso alla suddetta iniziativa, donò alla “Fondazione” la sede in cui la Scuola avrebbe svolto per anni la sua attività.

L’assemblea del Consiglio Notarile, nel prendere atto di quanto innanzi, il 19 dicembre 1958 deliberò:
-          di intitolare la Scuola al donante dell’immobile;
-         
di offrirgli una targa di oro, nella quale si legge:

"Ad Emanuele Casale, presidente del Consiglio dell’Ordine, che, donando una degna sede alla Scuola Notarile, dimostrò ancora una volta il suo attaccamento alla classe, il Collegio Notarile di Napoli offre a ricordo con animo grato, memore della diuturna, fraterna e saggia sua guida.
Napoli, giugno 1959."

Gli aspiranti al notariato, frequentatori della Scuola, gli offrirono una pergamena nella quale si legge:

“Al notaio Emanuele casale che, con alto spirito di attaccamento alla classe, coadiuvato nell’intento dalla moglie signora Ada Fiorentino, diede impulso ai corsi di istruzione e, con magnanima abnegazione, li potenziò offrendo loro i locali.
Gli allievi della Scuola Notarile di Napoli
in senso di profonda gratitudine
Offrono
Napoli, aprile 1959."

Nel 1961,  a conferma di quanto innanzi, piace ricordare:

Nel febbraio l’Arciconfraternita ed Ospedale dei Pellegrini volle celebrare le “nozze d’oro” col “saio rosso” che nel 1911 aveva indossato per la prima volta a premio della disinteressata opera professionale svolta, in collaborazione con suo padre, per importanti procedure ereditarie in favore della Pia Opera.

In Atlantic City (U. S. A.) si costituì un comitato di oriundi italiani per l’erezione di un monumento a Cristoforo Colombo nella piazza centrale di quella città.
Ignorasi come detto Comitato avesse avuto notizia del notaio Casale, al quale scrisse che l’iniziativa era sorta per ricordare agli inglesi colà residenti che i primi a giungere in quel continente erano stati gli italiani.
Volendo che tutte le parti del monumento fossero eseguite a Napoli, il Comitato chiese al notaio Casale di essere assistito nella contrattazione sia con la ditta Chiurazzi, esecutrice dei lavori di marmo e di bronzo, che con lo scultore prof. Chiaromonte; il tutto però senza alcuna corresponsione di onorario. Il notaio Casale accettò.
Il monumento sorse nella piazza di Atlantic City (U. S. A.) e di poi l’anzidetto Comitato scrisse che, sulla base laterale del monumento aveva fatto apporre anche una targa di bronzo, sulla quale, fra l’altro, si legge:

SOLICITOR
comm.
  EMANUELE CASALE
NAPLES - ITALY

Occorre ricordare ancora che raccolse, oltre la stima generale, la fiducia di persone e di famiglie che l’Italia non deve dimenticare.

Quale notaio fu depositario fra gli altri dei seguenti testamenti:

-          di Amedeo di Savoia-Aosta, Duca d’Aosta, deceduto in Nairobi (A. O.) il 3 maggio 1942;
-         
di Aimone di Savoia-Aosta, deceduto in Buenos Ayres (Argentina) il 2 gennaio 1948;
-         
di Enrico de Nicola, deceduto in Torre del Greco il 7 ottobre 1959.